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giovedì 3 giugno 2021

Recensione "Le piccole libertà" di Lorenza Gentile

 Una storia di coraggio e rinascita personale.

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LE PICCOLE LIBERTA' 
di Lorenza Gentile
edito Feltrinelli




TITOLO: LE PICCOLE LIBERTA'
AUTORE: LORENZA GENTILE
       EDITORE: FELTRINELLI
       PAGINE: 256
PREZZO: Cartaceo € 17 - Eboo € 11.99
TRAMA

Oliva ha trent'anni, una passione segreta per gli snack orientali e l'abitudine di imitare Rossella O'Hara quando è certa di non essere vista. Di lei gli altri sanno solo che ha un lavoro precario, abita con i genitori e sta per sposare Bernardo, il sogno di ogni madre. Nessuno immagina che soffra di insonnia e di tachicardia, e che a volte senta dentro un vuoto incolmabile. Fa parte della vita, le assicura la psicologa, e d'altronde la vita è come il mare: basta imparare a tenersi in equilibrio sulla tavola da surf. Ma ecco arrivare l'onda anomala che rischia di travolgerla. Dopo anni di silenzio, la carismatica ed eccentrica zia Vivienne – che le ha trasmesso l'amore per il teatro e la pâtisserie – le invia un biglietto per Parigi, dove la aspetta per questioni urgenti. Oliva decide di partire senza immaginare che Vivienne non si presenterà all'appuntamento e che mettersi sulle sue tracce significherà essere accolta dalla sgangherata comunità bohémienne che fa base in una delle più famose librerie parigine, Shakespeare and Company. Unica regola: aiutare un po' tra gli scaffali e leggere un libro al giorno. Mentre la zia continua a negarsi, Oliva capisce che può esserci un modo di stare al mondo molto diverso da quello a cui è abituata, più complicato ma anche più semplice, dove è possibile inseguire un sogno o un fenicottero, o bere vino sulla Senna con un clochard filosofo. Dove si abbraccia la vita invece di tenersene a distanza, anche quando fa male. E allora, continuare a cercare l'inafferrabile Vivienne o cedere al proprio senso del dovere e tornare a casa? E soprattutto: restare fedele a ciò che gli altri si aspettano da lei o a se stessa? Quando tante piccole libertà finiscono per farne una grande, rinunciarci diventa quasi impossibile.


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RECENSIONE

Queste pagine sono letteralmente volate.

Mi sono da subito affezionata ad Oliva, una ragazza che finge di vivere la vita che ha sempre sognato ma che, ultimamente, le sta stretta.

Un lavoro che non la soddisfa, un fidanzato che crede di amare, una famiglia che oscura la sua vera natura estroversa.

Basta una strana lettera inviatale dalla Zia Vivienne, dopo sedici lunghi anni di silenzio, per farle mettere in discussione l'intero ciclo della sua esistenza.

Un biglietto sola andata per Parigi, un pacco misterioso ed una richiesta di aiuto.
Oliva parte, senza ripensamenti, raccontando alla famiglia piccole bugie per non far preoccupare..ma si sa..le bugie, anche se raccontate a fin di bene, hanno le gambe corte.

Le indicazioni sono semplicissime.
Oliva e la Zia dovranno incontrarsi davanti alla libreria "Shakespeare and Company".

Peccato che ad accoglierla non ci sarà l'amata Zia ma..Victor, un ragazzo esuberante che lavora qualche ora al giorno in libreria in cambio di un posto dove dormire.

Ed è proprio con l'aiuto di Victor che Oliva, a piccoli passi, riuscirà a rivoluzionare la sua vita, mettendo in un angolo ciò che gli altri vogliono per lei e concentrandosi sulla sua felicità, qualsiasi essa sia.

Per la prima volta metterà al primo posto il suo benessere, i suoi sogni, le sue passioni.

Sarà, senza ombra di dubbio, un percorso in salita, pieno di ostacoli..primo fra tutti la misteriosa assenza della Zia che, tramite biglietti lasciati qui e lì, condurrà Oliva verso la strada della felicità, anticipando le sue mosse, standole accanto anche da lontano.

Siamo un pò tutte Oliva.
Abbiamo paura dei cambiamenti, paura di deludere chi ci sta accanto, paura di sbagliare e lasciarsi andare ma, a volte, il cambiamento è inevitabile.

"Quando tante piccole libertà finiscono per farne una grande, rinunciarci diventa quasi impossibile".

Così dopo tanti ripensamenti, Oliva decide di non tornare a Milano e viversi Parigi e tutte le opportunità che la città dell'amore le sta regalando, grazie anche a persone speciali conosciute quasi per caso, primo fra tutte Victor.

Ho amato moltissimo il personaggio di Victor perchè il suo mood "lasciati andare, rischia, provaci, vivi la tua vita", diventerà il mood di Oliva.
Ho amato la sua capacità di sciogliere i nodi che legavano la vita fittizia di una ragazza piena di speranza che aveva solo bisogno di essere ascoltata ed appoggiata nelle sue aspirazioni.

Ogni personaggio lascerà il segno, ognuno di loro ha una particolarità che, se facciamo attenzione, potremmo riconoscere in noi stessi.

Abbiamo la necessità di vivere l'amore in ogni sua forma.
Perchè l'amore è universale.
Amore per la famiglia, per il lavoro, amore per sè stessi, per la vita in generale.
Amore per le passioni che ci rendono unici agli occhi degli altri.
 
LE PICCOLE LIBERTA' è un romanzo che si legge velocemente, una pagina tira l'altra.
Emoziona, stupisce, lascia un senso di serenità nel cuore dei lettori.
Almeno per me è stato così.
Mi ha tenuto compagnia, mi ha rassicurata e rallegrata.
Ho provato un profondo affetto per Oliva e sono fiera di averla conosciuta tramite le pagine di questo libro.

Ed a fine lettura, anche io ho imparato una cosa: dobbiamo ascoltare il nostro cuore e le nostre emozioni più spesso, dobbiamo dar voce a ciò che sentiamo dentro di noi, non è più tempo di far tacere il volere della nostra anima.

Buona lettura ;)

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venerdì 12 febbraio 2021

Recensione "Il libraio di Venezia" di Giovanni Montanaro

 Una storia di rinascita.
Perchè i libri non muoiono mai, ma rivivono in luoghi o forme differenti.

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IL LIBRAIO DI VENEZIA
di Giovanni Montanaro
edito Feltrinelli




TITOLO: IL LIBRAIO DI VENEZIA
AUTORE: GIOVANNI MONTANARO
EDITORE: FELTRINELLI
PAGINE: 135
PREZZO: Cartaceo € 12 - Ebook € 6.99

TRAMA

In campo San Giacomo, a Venezia, c'è la Moby Dick, una libreria di quelle "che ti sorprende che esistano ancora, anche se ci sono in ogni città, tenaci come guerrigliere, eleganti come principesse". Il suo libraio si chiama Vittorio, ha passato i quarant'anni, vive per i suoi libri, combatte per continuare a venderli. Un giorno incontra Sofia, gli occhi chiari e le risposte svelte, che prende l'abitudine di andare a trovarlo. Il 12 novembre 2019, però, 187 centimetri di acqua alta eccezionale inondano le case, i negozi, sommergono gli scaffali di Vittorio. Le pagine annegano, e "campo San Giacomo è pieno di libri perduti, e pare che tutto sia perduto". Giovanni Montanaro, che ha vissuto in prima persona i giorni tragici dell'inondazione, li racconta in un modo lontano dalle cronache che hanno commosso il mondo. Racconta l'angoscia dell'acqua che sale, che distrugge, ma mostra anche un'altra Venezia, i giovani, i cittadini che reagiscono, l'allegria nata in mezzo allo sfacelo, fatta della capacità di aiutarsi, di rinascere. Personaggi, emozioni, colpi di scena il cui cuore è Venezia, sono i librai, è l'amore per i libri e l'amore che nasce grazie ai libri, è la tenacia di salvare le cose più care, a ogni costo. Un racconto che non rappresenta più soltanto Venezia ma diventa il simbolo di ogni improvvisa, tragica emergenza e di ogni faticosa rinascita. Per la prima volta Vittorio pensa che quei libri non sono morti, anche se sono ammaccati, anche se non sono più perfetti – come capita agli uomini, di ammaccarsi, ma poi di restare vivi.


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RECENSIONE

"Sopra robusti scaffali di legno scuro, milioni di parole si rincorrono tra le pareti come pesci nell'oceano".

Questa storia verrà sicuramente amata ed apprezzata dai lettori veri, quelli che amano i libri come fossero delle persone, forse con un pizzico di anima in più.

Nell'inverno del 2019, 187 Cm d'acqua mettono in ginocchio Venezia ed i suoi abitanti.
Negozi ed abitazioni allagate e distrutte, sacrifici di una vita messi all'angolo.

Tra questi negozianti c'è Vittorio, proprietario della Moby Dick, una piccola libreria che "..ce ne sono così tante in ogni città, tenaci come guerrigliere, eleganti come principesse. Sembrano tutte simili ma quando si entra non ce n'è una uguale all'altra".

Vittorio ha quarant'anni ma sembra ancora il ragazzo che vent'anni prima decise di dare una veste alla sua grande passione per la lettura, dando vita alla sua libreria, il cui nome non è altro che il primo libro che gli abbia rubato il cuore.

La vita di Vittorio è proprio quella che voleva perchè "ad essere librai non si diventa ricchi, ma non si vive mica per quello e se dovessero chiedergli se è felice, Vittorio risponderebbe di si".

Venezia è bellissima, quasi immortale.

In queste centinaia di pagine a farci compagnia sarà la voce narrante di una simpatica anziana, costretta in casa per motivi di salute, che attraverso la finestra ci descriverà i negozianti di Campo San Giacomo, facendoci vivere il loro stato d'animo, la loro delusione ed il loro dolore per quella maledetta alluvione che stava per portar loro via i sacrifici di una vita intera.

Perchè l'acqua, così potente e così torbida, non lascia scampo neanche a loro,che con i rischi di alluvioni convivono da sempre.

"Dalla mia finestra vedo l'apocalisse.
Il Campo pare un oceano in tempesta.
I libri di Vittorio sono dappertutto, scacciati verso angoli diversi, sono arrivati fin sotto i muri dei palazzi.
..
Non c'è più nessuno.
..
Non c'è niente da fare, è troppo tardi, è troppo forte questo tornado, che venga l'acqua a prendersi tutto quello che sembrava aver risparmiato, che venga l'acqua e ci porti via.
Avanza così, senza tregua, velocissima, furiosa".

Ma è proprio nel momento del bisogno che è necessario rimanere uniti, darsi forza e coraggio a vicenda.
Questa, come dicevo all'inizio, è una storia di rinascita.
L'unione fa la forza ed insieme si può ricostruire ciò che la calamità naturale ha tolto con cattiveria e violenza.
Insieme si può fare la differenza.

Ed i libri, in queste pagine, hanno un valore aggiunto.
I libri regalano emozioni, ti abbracciamo con le loro parole, ti fanno sentire parte di qualcosa.
Nessuno può distruggere l'amore per loro, neanche una cascata d'acqua sporca.

"Anche se perdesse la libreria, anche se non dovesse venderne più, nessuno può toglierglieli.
I libri esisteranno ancora, con le loro storie, nessuno potrà impedire a lui di leggerli, li ama".

Spero di poter tornare presto a Venezia.
Non vedo l'ora di perdermi tra le corsie delle centinaia di librerie che popolano una delle più belle e romantiche città italiane.

Una lettura che consiglio.
Una lettura che mi ha donato pace e tranquillità.

Buona Lettura :)

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mercoledì 2 settembre 2020

Recensione "Un'estate con la strega dell'Ovest" di Kaho Nashiki

Ci sono legami che neanche la morte può separare.
Ci sono amori che non hanno fine, solo un inizio ed una storia bellissima.

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UN'ESTATE CON LA STREGA  DELL'OVEST
di Kaho Nashiki
edito Feltrinelli


TITOLO: UN'ESTATE CON LA STREGA DELL'OVEST
AUTORE: KAHO NASHIKI
EDITORE: FELTRINELLI
PAGINE: 141
PREZZO: Cartaceo €12 - Ebook € 8.99

TRAMA

Mai ha tredici anni e non vuole più andare a scuola. La madre, preoccupata, decide di mandarla a stare dalla nonna per un po', in una bella casetta nella campagna giapponese sul limitare dei monti. La nonna è una signora inglese ormai vedova, arrivata in Giappone molti anni prima e rimasta lì per amore. Sia Mai che la madre si riferiscono a lei come la "Strega dell'Ovest", ma nel momento in cui la nonna le rivela di possedere realmente dei poteri magici, Mai rimane incredula e diffidente. Quando però le propone di affrontare il duro addestramento da strega, accetta senza esitazioni. Immerse nella natura incontaminata del Giappone più remoto, nonna e nipote passano insieme settimane meravigliose in raccoglimento, lontane dalla frenesia della vita di città, a lavorare nell'orto, raccogliere erbe selvatiche e cucinare, oltre a dedicarsi, naturalmente, a quelli che sono, secondo la nonna, i rudimenti di base per una giovane strega.


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RECENSIONE


Aver avuto un legame affettivo molto forte ed intenso con la mia Nonna, mi ha fatto assaporare ancora di più la dolcezza, la delicatezza e la bellezza di questo romanzo.

Mai è solo una bambina quando la madre la porta a passare un pò di tempo nella casa in campagna della Nonna, per allontanarla dai suoi "demoni interiori" che le hanno tolto la voglia di andare a scuola, per farla stare alla larga dai compagni di classe che l'hanno presa come bersaglio per sputarle addosso tutta la loro cattiveria.

La vita di campagna è diversa dalla routine della città.
La Nonna insegnerà a Mai a cavarsela da sola, ad ottenere ciò che desidera con l'impegno e la dedizione, perchè nessuno ti regala niente in questa vita.

Mai è una bambina affettuosa, è molto affezionata alla sua Nonna, le vuole bene e non si stancherà mai di ripeterglielo.
Al suo "Ti voglio bene Nonna", la nonna, sottovoce, risponderà sempre "I know", per rendere onore alle sue origini inglesi.

Nel tempo che passeranno insieme, oltre che insegnare a diventare una donnina di casa, la Nonna racconterà alla nipotina la storia della sua vita.
L'Amore per il marito che l'ha portata in Giappone, l'amore per la cucina, l'amore per quell'unica figlia che, divenuta una giovane donna, decide di spiccare il volo, lasciano la casetta in campagna.

Mai riceverà in eredità dalla nonna tanto amore, quell'amore velato, quasi nascosto, che la farà sentire protetta ed amata per tutto il resto della vita.

"Io credo che le persone possiedano una cosa chiamata anima.
Gli esseri umani sono fatti di corpo ed anima.
L'anima esiste da molto prima di dimorare nel corpo appena nato di un bambino, e deve proseguire il suo viaggio anche dopo che ha lasciato un corpo logorato dagli anni.
Penso che morire significhi che l'anima lascia il corpo a cui è stata legata per tanto tempo e ritorna libera.
Sono sicura che sia una bella sensazione che rende felici".

La Nonna di Mai aveva una risposta a tutto.
Perchè le curiosità di una bambina sono tante e mentire non servirebbe a nulla se non a creare false speranze ad una giovane vita.

Mi sono rivista molto nella giovane protagonista.
Ero molto legata alla mia Nonna, vivevo con lei.
Mi ha insegnato a vivere, ad essere indipendente, ad essere una brava donnina di casa.
Mi ha preparata alla vita da adulta, trasmettendomi i valori che l'hanno resa la stupenda donna che era.
Ho imparato ad ascoltare, ad avere rispetto di ciò che avevamo, una vita umile ma ricca di amore e felicità.
Ne abbiamo passate tante insieme, sono rimasta accanto a lei sino all'ultimo.
Mi manca, mi manca il nostro tempo, mi manca la nostra quotidianità. 
Mi manca ascoltarla, mi mancano i racconti della sua vita, mi manca parlare con lei, chiederle consiglio quando ho paura di prendere una decisione.
Ho fatto tesoro dei suoi insegnamenti, primo fra tutti quello di rimanere mè stessa, sempre.
Non permetterò a nessuno di calpestarmi, perchè sono ciò che lei ha cresciuto con amore e dedizione.

Ecco, Nonna mi ha insegnato tante cose tranne una: a vivere senza di lei.

Se avete bisogno di una storia che vi coccoli, allora vi consiglio di leggere ed amare
UN'ESTATE CON LA STREGA DELL'OVEST.

Buona lettura :)

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domenica 26 luglio 2020

Recensione "La circonferenza dell'alba" di Federica Brunini

Ci sono storie che vorresti non finissero mai,
come la storia di Giorgia.

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LA CIRCONFERENZA DELL'ALBA
di Federica Brunini
edito Feltrinelli


TITOLO: LA CIRCONFERENZA DELL'ALBA
AUOTRE: FEDERICA BRUNINI
EDITORE: FELTRINELLI
PAGINE: 196
PREZZO: Cartaceo € 15 - Ebook € 9.99

TRAMA

I sassi e i cristalli sono conservati in barattoli di vetro, suddivisi per colore. Su ognuno, una data, una lettera o un luogo. È così che Giorgia, fundraiser per una ong in Asia, cataloga i momenti importanti della vita, la sua geologia sentimentale. Il sasso a forma di cuore, ricordo dell'incontro dei suoi genitori. La pietra bianca della sua nascita. Il sassolino con cui Alex, il suo primo amore, le ha fatto aprire la finestra del cuore. E il ciottolo grigio e levigato dalle acque pazienti del lago: casa. Dopo anni di lontananza, Giorgia torna sulle rive del Lario per vendere la villa di famiglia, ma tra le vecchie stanze e gli oggetti dell'infanzia si annidano ombre e sorprese. Alex, che vive ancora al di là del giardino, ma oggi è un uomo amareggiato e stanco; sua madre, così distante; sua sorella, e soprattutto l'eco della voce del padre Petar. Personaggio singolare, fuggito in barca a vela dalla Jugoslavia di Tito e approdato in Italia in un'alba luminosa, scienziato mai sazio di scoperte che ha plasmato la vita della figlia tra teorie ed esperimenti, e continua a influenzarla anche con la sua assenza. Nulla è come avrebbe potuto essere. O forse sì, e in fondo tutto è destinato a ripetersi? Che cosa rimane di un padre e dei suoi insegnamenti? E chi è l'eroe: chi mette radici o chi affronta l'ignoto e se ne va? Grazie alla complicità del nipote adolescente e all'amicizia con la figlia di Alex, ma soprattutto grazie a un ritrovato dialogo con se stessa, Giorgia proverà a fare i conti con il passato. Perché solo quando ci si perdona e ci si accetta si può crescere, cambiare e, finalmente, vivere.

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RECENSIONE

"Non si può stare dove non si luccica"

E' questo il pensiero di Giorgia che, a vent'anni, decide di lasciare la sua città d'origine, la villa di famiglia sul lago, per partire, per cambiare vita e lasciare indietro il suo passato.

Il passato, però, vuoi o non vuoi, torna sempre a bussare alla porta, a ricordarci che ci sono delle questioni in sospeso che, prima o poi, bisogna affrontare.

Giorgia è una fundraiser per una ONG in Asia, ha deciso di occuparsi dei popoli del Terzo Mondo più bisognosi, trasferendosi in Cambogia.

Ha un cuore grande, un animo buono, ereditato dal padre Peter, uomo di scienza.
Quel padre che le ha insegnato la geologia sentimentale, in particolar modo a catalogare i momenti più importanti della sua vita tramite le pietre.
La sua nascita, il suo primo amore, la sua casa.

Cosa vuol dire sentirsi a casa?
Cos'è casa?

"Lui si era chinato e aveva raccolto sulla spiaggia un piccolo sasso grigio e piatto, attraversato da una striscia bruna.
"Tienilo in tasca", le aveva raccomandato.
"E poi?" aveva chiesto lei, curiosa ed insieme sprezzante.
"E poi vediamo. E' un esperimento".
"Di geologia"?
"Di geologia sentimentale".
"Non c'è nulla di sentimentale nei sassi".
"Perchè non li conosci".
"Dovresti presentarmeli" , aveva scherzato lei.
...
Perchè ci sono tanti luoghi dove andare, ma solo uno è quello in cui tornare".

Ed è proprio tempo di tornare per Giorgia, dopo vent'anni lontana da quel posto che le ha dato tanto, ma le ha anche tolto quella parte di lei così fresca e sbarazzina.

La madre ha deciso di vendere Villa Carla,la villa di famiglia sul Lario, occasione che le permetterà di tornare dove tutto è cominciato e mai finito.

"I conti tornavano. Tornano sempre nei luoghi dove si è stati felici".

Alex, il suo primo amore.
La scomparsa di suo padre.
Ricordi che sono rimasti impressi nel suo cuore, con i quali dovrà fare i conti una volta per tutte.
Per poter ricominciare un nuovo capitolo della sua vita con Ethan, medico, suo compagno di lavoro, d'avventura e d'amore..
Oltre ai ricordi, Villa Carla nasconde un segreto.
Un segreto che cambierà le sorti della famiglia.

"Non è così che le cose, i luoghi e le persone diventano nostri, mettendoci sopra il marchio ed appiccicandoci l'adesivo invisibile del cuore? E che male fa,quando lo si strappa via.
Il più delle volte resta incollato lì, si sfalda ma non si stacca e hai voglia di grattarlo via con le unghie.
Non c'è collante più ostinato dei sentimenti".

Giorgia, con l'aiuto di suo nipote Nic, adolescente alle prese con il primo amore, riuscirà a rimettere i sassi nel posto giusto, ristabilendo l'ordine andato perso nel corso degli anni.

Due generazioni differenti a confronto, due vite complici, due teste e due cuori.
Un unico obiettivo: sconfiggere le ombre del passato.

E' ora di scoprire la verità, anche se amara, anche se farà versare più lacrime che sorrisi.

La scrittura di Federica mi è piaciuta moltissimo.
Scorrevole, semplice, chiara e cristallina.
Una lettura leggere si, ma con un gran significato di fondo: bisogna imparare ad accettarsi, a perdonarsi ed a volersi bene per poter ricominciare a vivere, per rimettersi in gioco.

Non vi nego che ho sperato fino alla fine in un epilogo differente, ma forse è stato giusto così.

Lettura stra consigliata :)

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mercoledì 1 luglio 2020

Recensione "Giura" di Stefano Benni

Più che un romanzo, "Giura" è una fiaba in chiave moderna.

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GIURA
di Stefano Benni
edito Feltrinelli



TITOLO: GIURA
AUTORE: STEFANO BENNI
EDITORE: FELTRINELLI
PAGINE: 208
PREZZO: Cartaceo € 16.50 - Ebook € 9.99
 TRAMA

 Febo ha tredici anni e vive insieme ai nonni in un piccolo borgo sull'Appennino all'ombra dei Castagni Gemelli, popolato da leggende paurose e da un'umanità bizzarra e variopinta: ci sono Bue e suo padre Chicco, Slim e i sette fratelli Carta, Pietrino detto Zanza che di Febo è il più caro amico, Celso l'indio silenzioso con il suo cavallo Strappafiori. E poi c'è Ca' Strega, dove vive Luna, muta e selvaggia, con la sua stravagante famiglia capeggiata da una nonna dotata di poteri magici. Il destino di Febo e Luna è segnato da un pomeriggio al luna park, e dalla profezia su una misteriosa mano di ferro. Le loro strade si dividono – lei finisce in un istituto di suore dove il dottor Mangiafuoco le farà recuperare la voce, mentre lui va a studiare in città dove ritrova un padre megalomane, sempre sul punto di concludere "un grande affare" e una madre amareggiata. Pur se lontani, Febo e Luna non smettono mai di pensarsi e di volersi bene. Lui tutto grandi teorie e proclami, lei concreta e battagliera. Il destino della loro vita è lasciarsi e ritrovarsi, e ogni volta il loro distacco è preceduto dalla separazione, premonitrice e crudele, di un'altra coppia di amanti. Anche quando, sullo sfondo di un'Isola cristallina, si illudono brevemente di poter restare sempre insieme, si perderanno. Gli anni passano, Febo adesso ha un figlio amato e indipendente, e della passione per la natura e l'ecologia ha fatto un mestiere; Luna aiuta i deboli e insegna la lingua dei segni a chi non ha la voce. Su di loro incombe l'ultima separazione, lei nel gelo del Nord, lui nel cuore di una foresta tropicale.


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RECENSIONE 


"Giura che non mi dimenticherai"

Questa,a mio avviso, è la frase simbolo dell'intera storia o, come piace definirla a me, fiaba.
Febo e Luna, Luna e Febo.
Li conosciamo bambini, li scopriamo adolescenti e li ritroviamo adulti.

Tutto ebbe inizio su di un castagno, il punto di controllo di Febo, una posizione privilegiata dal quale può "spiare" l'intera valle, compresi i suoi compaesani.

Tra questi c'è Luna, una bambina dai lunghi capelli neri, gli occhi chiari, quasi trasparenti, con una famiglia sfortunata e disgraziata alle spalle.
Un papà sempre ubriaco e violento ed una Nonna Strega, dalla quale erediterà molto più di una semplice somiglianza.
Luna non parla, non è muta, semplicemente un evento traumatico del passato le ha tolto la voce.

Luna e Febo amano passare i pomeriggi insieme, correre verso i Castagni Gemelli, uniti in un unico abbraccio, e lanciarsi dal fienile.

Sarà proprio un lancio "sbagliato" a cambiare le loro vite, allontanandoli l'uno dall'altra.

Le loro strade si dividono.
Luna viene trasferita, dopo un grave incidente, presso un Istituto di Suore per curare il suo mutismo.
Febo torna in città dal padre, poco presente, che vive facendo il passo più lungo della gamba.

 
Si sono salutati giurandosi di non dimenticarsi e così sarà.
Perchè nonostante i chilomentri che li separano, il destino li riunirà, quando meno se lo aspettano ma non per sempre.
Questa è la loro "condanna", ritrovarsi per poi perdersi di nuovo, ancora ed ancora.

Leggendo GIURA ho capito che il grande amore, nelle sue forme più disperate, esiste.
Il destino vestirà i panni del burattinaio in questa giostra che gira e gira mescolando le loro vite, unendoli e separandoli ma mai e poi mai sarà in grado di distruggere due cuori che sono destinanti a stare insieme.

Quanto può costare mantenere una promessa?
E' facile giurare amore eterno, promettere che niente e nessuno spezzerà il filo che tiene le loro vite legate.
E' altrettanto facile mantenere tutto questo?
Non cadere in tentazione, non dimenticare o, semplicemente, allontanare i ricordi dal presente?

GIURA è una fiaba scritta in chiave moderna.
Tutte le favole iniziano con C'ERA UNA VOLTA...
e finiscono con E VISSERO FELICI E CONTENTI.

Sarà così anche per Febo e Luna?

Lo scoprirete solo leggendo :)

 

mercoledì 25 aprile 2018

Recensione "La perfezione non è di questo mondo" di Daniela Mattalia

"Non sono andato via, sono solo dall'altra parte"

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LA PERFEZIONE NON E' DI QUESTO MONDO
di Daniela Mattalia
edito Feltrinelli

TITOLO: LA PERFEZIONE NON E' DI QUESTO MONDO
AUTORE: DANIELA MATTALIA
EDITORE: FELTRINELLI
PREZZO: Cartaceo € 15 - Ebook € 2.99

 TRAMA

 Torino, tra le Molinette e il Valentino.
Adriano, professore ottantaduenne che ha appena perso la moglie, ha un segreto di cui si vergogna un po’: da quando Giulietta non c’è più, continua a vederla tra le corsie delle Molinette, anche se sa che non può essere vero. O forse sì?
A soccorrerlo dal dubbio di essere sull’orlo della pazzia intervengono uno stravagante tassista, per il quale è normalissimo che i morti rimangano accanto ai loro cari, e altre tre persone che incrociano la sua strada: Gemma, libraia trentenne che nel fine settimana fa la volontaria al Filo d’Argento, un call center per anziani; Olga, un’arzilla zitella ricoverata con una gamba rotta; e Fausto, giovane grafico precario fidanzato a una ragazza della Torino bene e padrone di Archibald, bracco con il vizio di darsi alla macchia proprio nel parco dove Gemma fa jogging.
Le vite di questi quattro personaggi si intrecciano, come in una danza, tra il parco e l’ospedale, dove si aggirano altre inafferrabili presenze. Perché chi l’ha detto che morendo si deve per forza andare nell’aldilà, in un paradiso perfetto, algido e lontano? Non è forse più consolante – e infinitamente più divertente – immaginare di poter restare nell’aldiquà, invisibili a tutti tranne a chi ci vorrà vedere, fantasmi della porta accanto con le piccole fissazioni e manie di sempre, con le nostre stupende imperfezioni?
Un folgorante romanzo d’esordio, che arriva dritto al cuore. Una commedia fresca e delicata, che si rivolge a tutti quelli che, almeno una volta nella vita, hanno sofferto per una perdita e che, con la sua dolcezza, aiuta a rendere più bello e abitabile il nostro fragile mondo imperfetto.

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RECENSIONE 

Una lettura fresca, leggera, tenera.
Cinque personaggi unici e singolari.
Il destino intreccia le loro vite, le unisce servendosi di un filo invisibile e ricco d'amore.

Ognuno di noi ha, nel corso della vita, perso una persona cara.
Ognuno di noi ha dovuto combattere con il peso dell'assenza.

Un profumo.
Un sorriso.
Il suono della voce.
Abitudini che mancano, che fanno a piccoli pezzettini il cuore.

Questo libro affronta il tema della perdita in maniera dolce, facendoci immedesimare in almeno uno dei protagonisti.

Quando una persona cara ci lascia, non sparisce nel nulla.
Rimane al nostro fianco, solo in una veste differente.
Che sia un Angelo Custode o la nostra Stella poco importa.
Rimane con noi, dentro di noi.

La vita è strana, imprevedibile.

Riesce ad unire ciò che non sembra essere destinato a stare insieme.

Dedico questa recensione alla mia Nonna, volata in cielo lo scorso anno.
Dedico il significato di questo libro a Lei, perchè io la sento.

A volte mi capita di svegliarmi nel cuore della notte e sentire il suo profumo, buono ed inconfondibile.
Mi piace credere che stia vegliando su di me, che mi stia coccolando.

Una lettura che vi farà sorridere il cuore.

VOTO 9!!!

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